BERTOTTO A FV, SCONFORTO NEI VIOLA. WIDMER-FIRENZE? SÌ MA...

09.02.2017 13:30 di  Andrea Giannattasio  Twitter:    vedi letture
BERTOTTO A FV, SCONFORTO NEI VIOLA. WIDMER-FIRENZE? SÌ MA...
© foto di Prospero Scolpini/TuttoLegaPro.com

Fiorentina “indifesa”. Ma soprattutto indifendibile, se si tratta di parlare del reparto arretrato. Non è un momento facile per la squadra di Sousa, che nonostante a Roma sia incappato nel primo ko del 2017 dopo cinque risultati utili consecutivi attualmente ha a disposizione la 12a difesa della Serie A, una linea difensiva che nelle ultime tre gare di campionato ha subito la bellezza di otto gol. E che adesso, priva di Sanchez, si appresta ad affrontare dopodomani l’Udinese in un match da dentro o fuori. Per parlare di questi temi, Firenzeviola.it ha contattato uno che la maglia friulana l’ha vestita oltre 330 volte, ovvero Valerio Bertotto, ex selezionatore dell’Italia Under-20.

Bertotto, che idea si è fatto del momento che sta vivendo la Fiorentina?
“Non è un momento facile per la squadra viola: la sensazione che mi trasmette è che ogni anno la Fiorentina provi a fare il salto di qualità senza però mai riuscirci. Sousa è un ottimo allenatore e ci sono tanti giovani molto interessanti ma onestamente l’impressione che ho avuto dopo il 4-0 di Roma è di sconforto e di resa”.

Le responsabilità maggiori, a suo avviso, sono del tecnico o di chi non gli ha saputo fornire giocatori adeguati?
“È difficile poterlo dire da fuori… certo è che la domenica, quando le squadre vanno in campo, i giocatori mettono in pratica quello che il tecnico gli dice di fare in allenamento: la partita è un po’ lo specchio di tutto ciò che avviene in settimana. Probabilmente qualcosa non funziona”.

Tra le note migliori di questa stagione c’è sicuramente l’esplosione di Chiesa e Bernardeschi…
“Sono due giovani con prospettive di crescita immense. Sono onesto, Chiesa mi ha impressionato: è uguale identico al padre, col quale ho giocato per tanti anni da avversario e poi assieme con il Siena. Nelle movenze, è identico ad Enrico. Su Bernardeschi posso dire poco: ormai è un calciatore affermato, l’unica cosa che gli manca forse è una maggiore continuità”.

L’Udinese arriverà al Franchi reduce da un buon periodo. Anche se in trasferta non se la cava benissimo…
“È vero, al Friuli riesce ad esprimere maggiormente la propria identità: l’arrivo di Delneri ha permesso ai bianconeri di diventare una squadra quadrata. Adesso l’unica cosa che i tifosi bianconeri vogliono dalla propria squadra, oltre a migliorare il trend in trasferta, è provare a giocarsi quest’ultima parte di campionato per degli obiettivi”.

A suo avviso Widmer sarebbe pronto per giocare in una squadra come la Fiorentina?
“Sicuramente, le qualità le ha tutte. Ma in questo momento sta giocando a ritmo ridotto per quelle che sono le sue reali capacità. Widmer è un calciatore molto potente se messo in condizione di giocare nel suo ruolo, perché fa della corsa e della spinta il suo marchio di fabbrica. A mio avviso però, ribadisco, sta giocando da inizio anno con il freno a mano tirato”.