BROCCHI A FV, FIRENZE MI FECE SENTIRE IMPORTANTE ED IO RICAMBIAVO IN CAMPO. ORA I DV...

23.11.2017 19:30 di  Luciana Magistrato   vedi letture
BROCCHI A FV, FIRENZE MI FECE SENTIRE IMPORTANTE ED IO RICAMBIAVO IN CAMPO. ORA I DV...
FirenzeViola.it
© foto di Daniele Buffa/Image Sport

"Sarà una bella partita, che guarderò di sicuro. Di fronte ci sono due squadre che giocano un buon calcio e due allenatori che hanno idee e lavorano per far giocare bene le loro squadre appunto" Così Cristian Brocchi in esclusiva a Firenzeviola.it sulla sfida che vede di fronte le sue due ex squadre, Lazio e Fiorentina, tra le quali trova comunque anche grandi differenze: "La Lazio è certamente più avanti della Fiorentina perché ha iniziato il percorso insieme prima perciò i giocatori si conoscono, così come li conosce l'allenatore ed hanno più certezze che poi si trasformano in sicurezza in campo. La Fiorentina sta crescendo ma ogni tanto ha delle battute d'arresto normali quando si ha un allenatore e una rosa nuovi".

Pioli che carta può usare contro Immobile e la Lazio? "Si parla di moduli che Pioli sta provando ma solo lui ha il termometro di come mettere i suoi in campo, l'importante è che vada avanti con le sue idee. Man mano che i giocatori si conoscono e affinano l'intesa, con l'esperienza e la bravura di Pioli ci sarà la quadratura del cerchio".

Dove può arrivare la Fiorentina? "Questo è l'inizio di un percorso e l'obiettivo deve essere di arrivare il più alto possibile per gettare le basi e trovare certezze per la prossima stagione come hanno fatto altre squadre che sono ripartite".

Cosa pensa dei singoli della Fiorentina e in particolare del centrocampo? "Veretout che è la novità mi piace molto, ma ho un debole per Benassi che ha qualità e quantità ed è giovane. Loro due ad esempio possono dare molto a questa Fiorentina, insieme oerò all'esperienza di Thereau e di Saponara. E sono sicuro che anche Simeone possa fare meglio di quanto già fatto. Insomma i giocatori ci sono, devono trovare sicurezze".

Non ha parlato di Chiesa, lei che di giovani se ne intende... "Sarebbe troppo facile, è già sulla bocca di tutti. Ha grandi qualità ed è il futuro del calcio italiano. Ce ne sono tanti di giovani italiani bravi, spesso le società però puntano sugli stranieri, mentre per aiutare il calcio italiano in difficoltà in questo periodo bisognerebbe dare loro più fiducia ed esperienza".

Ha citato Saponara, lei a Milano lo ha visto da vicino pur non allenandolo direttamente. Qual è il suo ruolo? "Saponara è un giocatore molto offensivo che può giocare in più posizioni, ha facilità di dribbling e l'ultima giocata ma finora ha avuto problemi fisici che non l'hanno fatto rendere al 100 per cento a Firenze. Lui deve solo lavorare e migliorarsi, per tornare a fare con facilità le cose che sono nel suo DNA, soprattutto se vuole ricambiare la fiducia di una maglia che lui sente come un punto di arrivo, perché in una squadra di grande valore e storia".

Lei ne sa qualcosa di questa maglia, che ricordi ha? "Anche se nella mia carriera quella viola è la maglia indossata per meno tempo, cioè un solo anno, quella stagione è valsa tanto, è stata emozionante e indimenticabile. Ricordo un ambiente caldo e caloroso che mi faceva sentire importante e in dovere di ricambiare quell'affetto".

Con i Della Valle che rapporto c'era? "Ottimo, come è nelle volte che ho occasione di rivederli e sembra che il tempo non sia passato perché quell'anno passato insieme è stato bello e di reciproca stima. Loro più lontani? Capisco che dopo anni così belli, quelli meno positivi possano condizionare la passione e l'amore ma se ritrovassero la stessa voglia e passione credo possano essere di nuovo determinanti per la squadra e lo staff che si sentirebbero protetti e per il pubblico che sentirebbe di nuovo il feeling. Io tifo i presidenti italiani con valori nostri che dà un maggior senso di appartenenza. Le proprietà straniere portano soldi, è vero, ma i soldi non sono tutti, guardi il Milan, perché ci vuole programmazione e pazienza, bisogna aspettare che la squadra diventi un blocco unico ed abbia il tempo di sbagliare, invece tutti vogliono vincere e basta".

Lei è andato in Cina infatti, al ma che livello ha raggiunto il calcio li? "Si sta cercando di far crescere il calcio cinese che è indietro rispetto ad altre realtà ma c'è tanta voglia di migliorarsi e sono stati messi anche paletti per importare gio astori stranieri. Noi cerchiamo di portare esperienza. A gennaio ripartirò con Capello per questa avventura".