MENTAL COACH TAVOLETTI A FV, VIOLA, ORA CONTA LA TESTA. DA IACHINI SOLO PAROLE POSITIVE. VENUTI? NESSUNA SORPRESA

22.04.2021 16:33 di  Andrea Giannattasio  Twitter:    vedi letture
MENTAL COACH TAVOLETTI A FV, VIOLA, ORA CONTA LA TESTA. DA IACHINI SOLO PAROLE POSITIVE. VENUTI? NESSUNA SORPRESA

Ancora padrona del suo destino ma con il fiato sul collo. La Fiorentina, con il successo di Verona, ha ottenuto tre punti fondamentali in ottica salvezza ma alla luce dei risultati ottenuti ieri dalla formazioni che - al pari dei viola - lottano per la permanenza in Serie A non può certo sentirsi serena: il Cagliari ha sbancato Udine, lo Spezia ha fermato l’Inter e il Benevento ha retto a Genova. Una serie di punteggi che non devono far dormire sonni sereni a Pezzella e compagni, che pur con la consapevolezza di essere sempre più vicini all’obiettivo dovranno saper gestire al meglio le pressioni esterne. Per capire come è utile comportarsi in frangenti del genere, Firenzeviola.it ha chiesto un parere a Stefano Tavoletti, mental coach affermato per calciatori professionisti e consulente di allenatori, nonché scrittore sul tema “Coaching e allenamento mentale del calciatore” che ha alle spalle  esperienze lavorative in club come Trapani, Livorno e Catania.

Tavoletti, la classifica dei viola nonostante il successo di Verona resta pericolante: come si fa a gestire la pressione delle inseguitrici nelle ultime sei gare di campionato? 
“C’è da dire che la pressione psicologica non sempre è sinonimo di negatività, anzi molte volte è proprio quel fattore che aiuta a motivare per ottenere prestazioni di livello sempre maggiori. I viola devono essere bravi a gestire la situazione, senza farsi coinvolgere dal peso delle inseguitrici che grava sulle loro spalle. La Fiorentina deve saper trasformare la pressione in energia positiva e non in paura. La differenza in questo finale di stagione la faranno la sicurezza, la concentrazione, l’atteggiamento, le convinzioni, quindi la capacità di gestire la pressione ed essere padroni delle proprie emozioni”. 

La testa, dunque, può avere la meglio sulla cifra tecnica degli avversari, visto che la Fiorentina da qui alla fin dovrà affrontare tre big? 
“La forza mentale funziona come un muscolo: aumenta quando ci si allena e diminuisce in caso contrario. I ragazzi ora devono solo pensare a spingere al massimo, a tirare fuori tutto il loro potenziale, senza pensare alla caratura delle squadre che incontreranno. Sono loro stessi gli avversari più ostici da superare. Spesso è proprio la mente a costruire gli ostacoli più grandi e i ragazzi devono superare queste barriere mentali una volta per tutte. E quando la mente e il corpo sono pienamente integrati, tutto diventa possibile”. 

Quali parole dovrebbe usare Iachini per gestire le pressioni esterne e far restare la squadra “sul pezzo”? 
“Ora più che mai c’è bisogno di rafforzare la comunicazione con messaggi efficaci e positivi che apportino serenità all’ambiente. Il giocatore per dare il proprio meglio vuole sentirsi importante, gratificato e stimolato. Quel che è stato è stato, ora bisogna solo guardare avanti, con fiducia e senza polemiche come stanno facendo le altre inseguitrici. La rabbia è un’energia molto potente ma allo stesso tempo negativa. Alcuni allenatori ritengono che possa eccitare e stimolare all’azione, ma non è così. Gli allenatori che comunicano con i propri giocatori in modo sgarbato e opprimente possono inavvertitamente demotivarli, distrarli e minare la loro concentrazione”. 

Il successo di Verona è servito anche per riscoprire la “classe operaia”: Venuti ne è un chiaro esempio.
“Lorenzo può essere una sorpresa per molti ma non è arrivato a questi livelli per caso. È la naturale conseguenza di un lavoro che da anni fa quotidianamente su se stesso. Conosce molto bene la potenza della forza mentale, sa bene cosa significhi porsi degli obiettivi, perseguirli con costanza, disciplina e infatti li sta centrando uno a uno”.