PLATINI, Il VAR non risolve tutti i problemi. Squalifica...

10.10.2020 14:40 di  Redazione FV  Twitter:    vedi letture
PLATINI, Il VAR non risolve tutti i problemi. Squalifica...
FirenzeViola.it
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport

Prosegue la rassegna di grandi ospiti del mondo del calcio, e non solo, al Festival dello Sport organizzato dal quotidiano La Gazzetta dello Sport a Milano. Anche Michel Platini è intervenuto. Queste alcune delle sue dichiarazioni.

Cosa fa adesso?
"Ora rispondo alle domande di un giornalista de La Gazzetta dello Sport. Dopo, in generale, prendo il tempo di vivere. Oggi ho preso il tempo di sfruttare la famiglia, le bambini i nipoti, di viaggiare. E' una vita tranquilla, osservo e guardo le cose come vanno".

Sei stato uno dei tanti giocatori pensanti degli anni 70 che è diventato poi dirigente.
"Ci vuole del coraggio per diventare dirigente perché entri in un altro mondo, non sei nel tuo".

Sempre negativo verso il VAR?
"Sì sono negativo perché non fa parte della nostra filosofia del gioco e dello sbaglio. Ha regolato qualche errore ma ne procura altri. Non risolve tutti i problemi. Se fai la sintesi di quello che è il VAR per le linee, gol e fuorigioco, va bene. Due cose complicatissime per gli arbitri da vedere. Per il resto, per i falli di mano, non ne ha bisogno. E' il lavoro dell'arbitro vederli. Intanto però non si tornerà indietro".

L'avrebbe messo fosse stato alla FIFA?
"Non l'avrei messo come prima cosa. Avrei fatto di tutto per far vedere che era uno sbaglio. Ho messo gli arbitri di porta per dimostrare che è una cosa difficile da vedere. Ho pensato che in un calcio umano di aggiungere gente umana, altri hanno pensato di aggiungere la televisione".

La squalifica che ha scontato?
"Facciamo in una frase: sto facendo il combattimento più giusto della vita. E' una grande ingiustizia e vincerò. Se non mi vogliono non votano per me ma non dicono che sono un corruttore. E' una cosa che non perdonerò".

Dieci anni alla UEFA. Cosa è rimasto?
"Tante cose. La Nations League, il FFP, un modo di vedere le coppe europee cambiate".

Il FFP è sotto accusa?
"Perché la storia del Manchester City non era una cosa di Fair Play ma dire cose non giuste. Era una cosa disciplinare".

Ancora sul FFP.
"Il FFP lo abbiamo fatto per ridurre i debiti dei club. Dopo si sono aggiunte cose non obbligatorie che si possono togliere facilmente. I debiti dei club sono scesi e meno male perché con il Covid-19 sarebbero falliti".

Pensa che ogni tanto che a Zurigo potrebbe esserci stato lei?
"Io per quattro anni quando mi dicevano che potevo essere presidente è stato complicatissimo. Non ero però sicuro al 100%. Alla fine ho fatto bene perché con tutto quello che si vede alla FIFA sto bene".

Non la annoia il gioco di oggi?
"Non mi interessa. Guardo il giocatore. Chi vince vince e chi perde perde. Ho visto tante partite e alla fine vince sempre uno. Il calciatore rimane qualcosa di importante per me".

Chi l'ha delusa nel mondo del calcio?
"Nel mondo del calcio pochissimi mi hanno deluso. Nel mondo politico del calcio pochissimi mi sono rimasti amici e tantissimi mi hanno deluso. Quando sei in campo tutti vai verso lo stesso traguardo, in politica no. Noi giocatori non siamo preparati a vedere un mondo differente se vogliamo entrare in politico".

Il Mondiale del Qatar del 2022?
"L'ho votato. Per me era molto importante che il mondo arabo avesse la Coppa del Mondo. Come la stessa Russia. Per me era normale".

Andrà a vedere i Mondiali in Qatar?
"Non lo so. La FIFA mi ha vietato di andare in Russia. Putin mi voleva invitare".

Che farà da grande?
"Vediamo le opportunità. Non mi precludo niente. Vedremo le cose come andranno ma prima ho detto che c'è una battaglia contro l'ingiustizia e quando questa ingiustizia sarà finita, speriamo presto, vedremo cosa farò".