VAR WEST

30.12.2018 00:00 di  Tommaso Bonan   vedi letture
VAR WEST

Il palo di Mirallas, quello di Chiesa. L'errore clamoroso di Simeone sotto porta. Perfino le parate di Lafont. Sono molte le istantanee che la Fiorentina si porta a casa da Marassi. Una gara che, contemporaneamente, manda in archivio il 2018 viola con un punto, con i rimpianti per la classifica, ma soprattutto con le polemiche. Le ennesime. 

Non è infatti la prima volta che, al termine di una partita giocata dalla Fiorentina - ma il discorso si potrebbe tranquillamente allargare ad altri campi - a far parlare non sono tanto le giocate dei singoli quanto le decisioni arbitrali. Premessa: sullo 0-0 col Genoa, è bene sottolinearlo ancora una volta, a recitare un ruolo fondamentale (in negativo) sono stati anche gli errori individuali dei giocatori. Oltre alla sfortuna, se vogliamo. L'amaro in bocca, neanche minimamente celato da allenatore, giocatori e dirigenti nelle dichiarazioni del post gara, ha però altra origine. "Ci vuole coerenza e rispetto". E' lo stesso Pioli ad iniziare le danze, puntando il dito contro la decisione dell'arbitro Massa di non concedere un calcio di rigore alla Fiorentina. 23' della ripresa: Romero aggancia Chiesa in area di rigore che, però, decide di restare in piedi (a differenza della gara con l'Atalanta - l'unica occasione in cui il VAR ha favorito la Fiorentina - quando Gasperini alzò un polverone ingiustificato accusandolo di essere un cascatore), crossa ma il pallone sbatte sul braccio di Veloso (staccato dal corpo, aumentando il volume del corpo). Massa, dopo aver inizialmente ritenuto involontario il tocco, viene intimato da Giacomelli al VAR a rivedere l'azione ma anche dopo i replay non cambia decisione. Morale: espulso Pioli, ammonito Biraghi.

L'analisi della gara, inevitabilmente, riparte da qui. Perché se da una parte c'è l'errore del giocatore, dall'altra non possono non esserci dubbi su come l'arbitro abbia interpretato l'episodio. Dubbi che, semplicemente, sorgono andando a riprendere le decisioni arbitrali che hanno condizionato (quasi sempre in negativo) la prima parte di stagione della Fiorentina. Il primo fotogramma, difficile scordarselo, riporta immediatamente a San Siro, nella gara contro l'Inter, quando l'arbitro Mazzoleni he deciso di coniare il prima di allora inesistente "fallo di polpastrello" di Vitor Hugo. Da quel momento, fondamentalmente, è successo un po' di tutto. Con il famoso "protocollo" tanto sbandierato dai vertici arbitrali che evidentemente fatica a trovare una soluzione di continuità. Se poi a questo si aggiungere la ormai celebre discrezionalità grazie alla quale comunque un arbitro può prendere l'ultima decisione, la frittata è presto fatta. 

Insomma, una disparità di giudizio, evidente, che stride con il formidabile aiuto che il VAR in teoria sarebbe in grado di fornire. "Contro la Juventus ci hanno dato un rigore contro per molto meno, mentre oggi non è stato dato un rigore ancora più evidente. Non si capisce cosa possa essere successo". L'incredulità di capitan Pezzella, del resto, fa eco a quella di Antognoni ("Contro la Juve ci è stato fischiato un rigore contro che era simile, contro il Parma e oggi però non è stata usata la stessa misura"), che da Marassi hanno provato comunque a cercare una spiegazione che però si fatica a comprendere. Soprattutto se il paragone - come detto in precedenza - si allarga agli altri campi. Dall'irritazione della Lazio per l'arbitraggio col Torino (tanto per restare alla giornata di A appena terminata) alla vera e propria esplosione di Marco Giampaolo per il rigore concesso alla Juventus. Un "fallo di mano assurdo", ha sottolineato il tecnico della Samp. Un fallo di mano che comunque è stato fischiato, aggiungiamo noi. E allora ecco che il dubbio su come e con quali criteri vengano gestite certe situazioni affiora nuovamente. 

"Ho visto Juventus-Sampdoria e noi pretendiamo rispetto. Io non li darei - ha ribadito Pioli - ma siccome ormai stanno punendo tutti i tocchi di mano allora dovevano farlo anche oggi con noi e concederci il rigore. Punto". Punto come quello conquistato a Marassi dal tecnico viola, il primo ad essere consapevole che la classifica della Fiorentina avrebbe potuto (e dovuto) essere migliore di questa. Chissà, magari segnando qualche gol in più. O magari anche semplicemente beneficiando di una decisione uniforme e paritaria degli arbitri al VAR.